La vita è il dono più prezioso che ognuno di noi ha ricevuto alla nascita, è il dono per eccellenza. Ed è così prezioso che ognuno di noi deve custodirlo con il proprio cuore e la propria mente. Buttarlo via equivale a sprecarsi e non accettare sé stessi. Se ci pensiamo la vita è un enorme campo che tutti noi coltiviamo e grazie al nostro lavoro appaiono magicamente mille e sempre più colori capaci di appagare il nostro animo.
Affinché le possibilità di vivere e andare avanti non siano limitate, non possiamo fare a meno di uno strumento prezioso, che è il sogno. Fabrizio de André, in un’intervista rilasciata nel 1988, ricordò proprio che “un uomo senza sogni, senza utopie, senza ideali, sarebbe un mostruoso animale, un cinghiale laureato in matematica pura”. Per vivere è fondamentale saper sognare, inseguire i propri sogni sino alla fine. A questo punto viene da domandarci: in che modo inseguirli e fino a dove?
Per trovare una risposta entriamo in un luogo che è davvero capace di stimolare i nostri sogni, il ristorante. Più precisamente il ‘Colapasta’ di Collegno, gestito dal ristoratore Francesco Fontana e da sua moglie, la cuoca Katiuscia Giorgio, i quali, ai microfoni de #IFormidAbiliSocialTV, hanno raccontato la loro esperienza.
Nel 2003 entrambi hanno raggiunto un primo traguardo: l’apertura del ristorante, l’inizio di un nuovo cammino da affrontare. Francesco ha messo in evidenza come il proprio obiettivo sia sempre stato di ‘diventare ogni giorno più bravo del giorno prima’. Il che equivale a ‘partire correttamente in prima’, qualunque sia la strada che vogliamo percorrere. In più, è fondamentale tenere a mente che qualunque cammino intendiamo intraprendere abbonda di impervietà.
Basti pensare alla pandemia da Covid-19, che nel 2020 si è abbattuta sull’umanità mettendo in ginocchio l’economia. Francesco e Katiuscia sono riusciti ad affrontarla con il giusto spirito di iniziativa e, durante la trasmissione, hanno fornito alcuni preziosi consigli per non arrendersi e trovare le forze di superare le difficoltà di ogni giorno. Secondo Francesco, ad esempio, non serve preoccuparsi di ciò che non possiamo controllare: l’unica soluzione è agire come si può. Perciò è importante innanzitutto uscire dalle proprie comodità, non soltanto per godere della bellezza di trovarne altre, ma anche perché sarebbe impossibile, restando nella propria ‘comfort zone’, riuscire a ottenere quanti più spunti possibili per superare gli ostacoli: per questo Francesco e Katiuscia, che con la pandemia non potevano accogliere i clienti ma allo stesso tempo non intendevano interrompere il lavoro, hanno proposto l’attività di consegna a domicilio.
Elaborare continuamente nuovi progetti e idee è un’altra soluzione che i due coniugi propongono per provare ad avere la meglio su ciò che normalmente si ritiene impossibile. Durante la pandemia, ad esempio, quando molte attività chiudevano, Katiuscia è riuscita ad aprire un locale, ‘strafud’, sempre a Collegno, con l’idea di creare un’atmosfera conviviale e proporre specialità del Meridione. Come viene detto nel film di animazione “Ratatouille”, le cui vicende si svolgono prevalentemente nella cucina di un ristorante: “Bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore!”.
Dobbiamo lasciarci guidare dal nostro cuore, perché è il ‘motore’ che ci permette di vivere, in tutti i sensi. Inseguire i propri sogni è un cammino continuamente in salita, pieno di avversità, che può interrompersi e concludersi se l’uomo ha sfiducia in sé stesso. Per trovare la fiducia necessaria ad affrontarlo, invece, occorre ‘arrendersi’, ascoltandolo, al proprio cuore.
Alessandro Ghisolfi
