Operatori e pazienti della Cooperativa Sociale Il Margine, di Torino, hanno giocato con le favole: insieme alla nostra amica favolista Elisabetta Maùti, fondatrice di Dillocon1fiaba, (RI)GENERIAMO ai primi di marzo ha organizzato un workshop per mettere in discussione la realtà, capire come le abitudini influenzano e limitano le nostre possibilità e… vivere tutti felici e contenti, proprio come nelle favole!
Ecco il racconto di com’è andata.
Se ogni nome ha una storia e un colore, passiamo attraverso il nostro: Concetta, Luca, Luky, Lorenzo, Edward, Chiara, Aurora, Federico, Junior, Sandro, Andrea, Giacomo/ Jack, Giuseppe, Marco, Marcello, Federico, Vito, Davide, Elisabetta, più Gennaro.
Per scrivere una favola insieme, la prima cosa da fare è inserire il messaggio: pensiamo a una persona che ci è cara a raccontiamogli una storia per dirgli che “ci teniamo a lei,” che questa persona “è importante” per noi.
Seconda cosa è decidere dove ambientiamo la nostra storia. In questo caso abbiamo scelto di ambientarla in una piscina dove di giorno vive una folla di atleti, con allenatori e bagnini, e tutta l’attrezzatura che serve per diventare campioni. Ma quando cala la notte, e tutti vanno a dormire, in piscina si accende la musica e parte la festa: tutti sono pronti a ballare e divertirsi, scalette e trampolini, materassini e braccioli, pompe e salvagenti.
Oggi c’è qualcosa da festeggiare: un bambino che non sapeva nuotare si è buttato in acqua coi braccioli, ma uno era difettoso e l’aria usciva; così il bracciolo si è sgonfiato e il bambino ha preso paura: non riusciva a nuotare perché era sostenuto solo da una parte. Allora il bracciolo ha chiesto aiuto al salvagente che si è posizionato proprio sotto l’ascella in cui si trovava il bracciolo sgonfio e ha risolto il problema; anche l’acqua è intervenuta per aiutare il bambino e non solo lui: altri bambini si sono tuffati in acqua dai trampolini e uno – un po’ sovrappeso – si è aiutato con una tavoletta galleggiante.
Quella sera – quando tutti avevano lasciato la piscina – gli oggetti hanno messo la musica e hanno dato via alla festa: musica ad alto volume e balli e luci colorate, con anche una lampada rotante a coperta di specchietti che moltiplicava le luci. L’ospite più attesa era la Regina delle Celebrità, che ballava in una gabbia e tutti la guardavano.
I personaggi della piscina hanno ballato e si sono divertiti fino a notte fonda, fino all’arrivo dell’aurora che ha colorato il cielo di rosa. A quel punto hanno spento la musica e si sono messi a dormire, ben sapendo che quella sera – al calare del sole – la festa sarebbe ricominciata…
Per andare avanti a giocare, prendiamo una favola che conoscono tutti e cambiamo i personaggi. La favola è cappuccetto rosso e il primo personaggio che modifichiamo è il lupo, per poi sostituire Cappuccetto Rosso, la nonna e chiunque altro ci venga in mente.
C’era una volta la fata Smemorina di Cenerentola – quella che utilizzava la formula “BibidiBobidiBu!” – che chiamò suo figlio lo sceriffo con gli stivali d’oro, per chiedergli di andare dallo zio che non stava bene.
Smemorina si raccomandò di portargli ben tre panini con lo speck, un tortino ai mirtilli, un tè caldo e un bicchiere di camomilla, ma poi aggiunse che doveva stare attento, perché non avrebbe dovuto passare per la strada del pascolo, dove si trovavano gli animali.
Lo sceriffo si diresse a casa dello zio, ma lì incontro – tutto vestito di nero – un cowboy cattivo, che portava i capelli lunghi sulle spalle, anche perché il suo barbiere lavorava part-time.
Il cowboy cattivo era riuscito a rubare allo zio della frutta fresca a cui teneva molto, ma lo sceriffo riuscì a bloccarlo e ad arrestarlo e… vissero tutti felici e contenti.






