Fare leva sul potente richiamo che lo sport esercita soprattutto sui più giovani per sensibilizzare sui temi della sostenibilità, dell’ambiente, della partecipazione sociale: è l’obiettivo di Giochi 2030, un progetto integrato che parte oggi da Torino (con (RI)GENERIAMO fra i sostenitori) per svilupparsi nei prossimi mesi attraverso una serie di attività e iniziative che hanno l’ambizione di farne in prospettiva un punto di riferimento a livello nazionale. Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Group, Direttore Responsabile di Ecoincittà, Responsabile Relazioni Istituzionali di Assobenefit, è fra i principali promotori del progetto.

Com’è nata l’idea di Giochi 2030?

L’intenzione originaria era di coinvolgere il pubblico più ampio possibile intorno ai temi dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, portandoli a conoscenza in particolare di coloro che si fa più fatica a raggiungere quando si parla di questi argomenti. L’idea di utilizzare la leva dello sport mi è venuta assistendo a una partita di calcio  della Nazionale Cantanti: pensai che sarebbe stato bello coinvolgere lo sport, gli sportivi di generazioni diverse, per promuovere lo sviluppo sostenibile, sfruttando la grande forza propulsiva che hanno le discipline e gli eventi sportivi. Anche perché il collegamento tra sport, ambiente, benessere, stili di vita sani, è quasi automatico.

Perché l’Agenda 2030 come riferimento?

Perché è il più importante e più largamente condiviso programma di azione a livello mondiale per le persone, il pianeta, la prosperità e il benessere, sottoscritto nel 2015 da 193 paesi membri dell’Onu che si sono impegnati a raggiungere 17 Global Goals entro il 2030. Nei primi anni successivi al 2015 c’era entusiasmo, legato anche alla novità di questa agenda, e ciò stimolava al raggiungimento di questi obiettivi; negli ultimi anni purtroppo si è dovuto fare i conti con l’estrema complessità della realtà e con una situazione, sempre in riferimento a quegli obiettivi, a luci e ombre, nel mondo come in Italia (evidenziata anche nell’ultimo Rapporto 2023 di ASVIS-Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile, ndr). Ci sono comunque anche fattori che danno fiducia: ad esempio il recente inserimento dello sport nella Costituzione della Repubblica Italiana (art. 33). Che fa seguito all’inserimento sempre in Costituzione, nel 2022, dell’ambiente (art. 9 e 41).

Giochi 2030 prende il via oggi e domani, 26-27 ottobre, a Torino (dove verrà seguito dal team de #IFormidAbiliSocialTV, la social TV promossa da (RI)GENERIAMO). Cosa c’è in programma?

Sarà la fase di start-up del progetto, divisa in due momenti. Oggi pomeriggio (ore 15:30 presso il Politecnico di Torino, Castello Valentino) è in programma non una conferenza stampa ma, come appunto l’abbiamo chiamata, una Open Conference in cui inizieremo a raccontare e a confrontarci sul progetto e i suoi obiettivi insieme ai principali promotori di Giochi 2030: il Comune di Torino, UISP Torino, Pentapolis, la ASL di Torino, la RUS-Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (presieduta dalla professoressa Patrizia Lombardi, che ha sede presso il Politecnico di Torino), l’Agenzia di comunicazione GoodCom, EcoEvents società benefit. Sarà “open” perché aperta non solo ai rappresentanti dei media, che sono i benvenuti, ma agli enti, alle organizzazioni della società civile e alle imprese, al mondo della scuola, alla cittadinanza, naturalmente alle associazioni sportive, a tutti coloro, insomma, che vogliono cogliere l’occasione di partecipare e di dare un contributo al progetto Giochi 2030. Quindi anche a partner potenziali che desiderassero unirsi a noi lungo il cammino. Domattina, invece, dalle 9.30 alle 12.30 al Parco del Meisino, avrà luogo la prima vera attività di Giochi 2030: l’abbiamo chiamata “camminata benpensata”.

Di che si tratta?

Il Parco del Meisino, per volontà dell’amministrazione comunale di Torino e valendosi dei fondi previsti nel PNRR, ha l’ambizione di diventare il parco dello sport e dell’educazione ambientale. Coinvolgeremo alcune centinaia di ragazzi delle scuole torinesi in una camminata di qualche chilometro in cui sono previste alcune tappe nelle quali, in modo ludico e in forma teatrale, racconteremo l’importanza della pratica sportiva all’aperto e faremo un salto nel futuro provando a raccontare il Parco del Meisino che si sta progettando.

Dopo la fase di start-up, come procederà Giochi 2030?

La fase due del cronoprogramma prevede tra novembre 2023 e aprile 2024 attività laboratoriali, indoor e outdoor, per i ragazzi delle scuole organizzate intorno ad alcune esperienze già attive che verranno ulteriormente sviluppate, coinvolgendo innanzitutto chi ha partecipato alla camminata al Parco del Meisino, poi anche altre scuole dell’area di Torino. La prima di queste esperienze è Green Sport, un progetto promosso da UISP Torino per favorire nei ragazzi l’adozione di stili di vita sostenibili attraverso la pratica sportiva: i laboratori interesseranno un’ottantina di classi, di ogni ordine e grado, e permetteranno agli studenti di acquisire conoscenze sulla sostenibilità ambientale nell’ambito dello sport. Un’altra esperienza è quella di Run For Future, un’iniziativa che ha esordito a Torino a maggio, consistente in una gara e una camminata non competitiva di 5 chilometri svoltesi nel quartiere Mirafiori, che hanno coinvolto un migliaio di studenti dell’I.S. Primo Levi: nei laboratori i ragazzi verranno coinvolti nell’organizzazione dell’edizione del prossimo anno, sviluppando competenze ad esempio sul tema degli eventi sostenibili. Poi c’è l’esperienza di “Un miglio al giorno intorno alla scuola”, un progetto di ASL Torino: esperti ASL, insieme a istruttori UISP, proporranno a studenti e insegnanti percorsi formativi basati su buone pratiche di didattica outdoor, nelle quali si coniugano attività motoria, educazione ambientale e alimentare, mobilità sostenibile. La terza e ultima fase, almeno di questi primi mesi dato che Giochi 2030 intende svilupparsi su un orizzonte di medio termine (2023-2030), consisterà in un forum da organizzare tra maggio e giugno 2024, di respiro nazionale: sarà un momento di restituzione del lavoro fatto durante l’anno nei laboratori, ma anche un momento di confronto e riflessione in cui presenteremo il primo studio di Giochi 2030, che fotograferà lo status quo del rapporto tra sport e ambiente. Perché la nostra ambizione è anche provare un po’ a cambiare le regole del gioco.

In che senso?

Prendiamo ad esempio uno degli sport più popolari, il calcio. Negli ultimi anni è evidente a tutti che ha un po’ cambiato pelle, è stato come “invaso” da valori afferenti principalmente alla dimensione economica, al business, che ne hanno un po’ annacquato invece i valori più tradizionali e importanti. Ecco, Giochi 2030 vuole mettere sotto la lente il rapporto tra sport e ambiente, tra sport e sostenibilità, non solo proponendo attività laboratoriali, formazione, ricerca, organizzazione di attività ed eventi. Proveremo anche a svolgere un ruolo di indirizzo, di advocacy della sostenibilità nello sport, per stimolare questo mondo ad abbracciare in modo sempre più convinto e diffuso la sostenibilità. Del resto è un processo già in corso, come si vede dal fatto che un numero crescente di organizzazioni nel mondo dello sport, a vari livelli, si stanno indirizzando verso la sostenibilità, inserendo in strategie e policy fattori quali la lotta all’inquinamento, la tutela dell’ambiente, la riduzione dello sfruttamento delle risorse ambientali. Ecco, Giochi 2030 intende favorire questo flusso virtuoso di percorsi e iniziative nel solco dello sviluppo sostenibile, contribuendo a farlo crescere.

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Posted by:andytuit

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