Il lavoro è quella risorsa di cui nessuno può fare a meno per riuscire a condurre una vita tranquilla e sostenibile.

La Costituzione italiana è l’unica al mondo che lo pone a fondamento della Repubblica, il che dovrebbe sensibilizzare gli italiani circa l’importanza di rispettarne la dignità. Per definire il lavoro trovo interessante paragonarlo ad altre risorse come la pioggia, la quale, nonostante possa provocare disagi, è indispensabile per la sopravvivenza dei campi, perché i fiori crescano vigorosi e affinché l’aria che respiriamo ogni giorno si purifichi garantendo il nostro benessere. Lo stesso accade nel mondo del lavoro: in esso possono verificarsi tensioni, imprevisti spiacevoli, però è indispensabile per guadagnarsi da vivere. Se ci arrendiamo di fronte alle “intemperie” della vita e non permettiamo ai noi stessi, o al prossimo, di affrontarle per poi rimettersi in cammino, sarà difficile godere di un’aria pura, dei suoi profumi.

A proposito di profumi, Marco Piccolo, amministratore delegato dell’azienda cosmetica “Reynaldi srl”, nel corso della trasmissione de #IFormidAbiliSocialTV di cui è stato ospite, ha raccontato la propria esperienza e ha spiegato quale sia la “sostanza” che va somministrata per permetterci quando lavoriamo di essere felici e di gustare la bellezza del nostro lavoro, qualunque esso sia.

L’azienda prende il nome dalla sua fondatrice, Maria Grazia Reynaldi, madre dell’imprenditore nonché prima laureata in Italia con una tesi sulla cosmesi. La fondò nel 2000 insieme ai figli Marco e Andrea, trasmettendo loro l’entusiasmo, la determinazione, e il senso della vita. Secondo Marco Piccolo, il benessere, l’armonia e la solidarietà tra i lavoratori vengono prima di tutto. E non è un caso che preferisca chiamare questi ultimi “collaboratori” piuttosto che “dipendenti”.

Nel suo modello di lavoro, i collaboratori operano insieme con il cuore, in armonia, e con la buona volontà. Mentre sovente siamo guidati dalla convinzione che siano soprattutto i soldi ad avere il potere di risolvere i problemi magicamente, il che ci porta a trascurare elementi fondamentali come appunto la buona volontà, la passione e la collaborazione.  Invece è prima di tutto al clima armonioso tra le persone, alla determinazione che mettono nel lavoro, al fatto che la vita privata dei lavoratori non viene “invasa” quando a partire da una certa ora desiderano dedicare il loro tempo alla famiglia o allo svago, che l’azienda di Marco Piccolo a partire dal 2008 ha visto la sua attività in crescita del 25% ogni anno. Fondamentale è anche che il diritto alla salute e all’integrità del prossimo, in questo caso del collaboratore, sia sempre rispettato. Durante la pandemia Covid-19, l’azienda ha prodotto principalmente sanificatori e ha adottato le corrette misure di sicurezza finalizzate a tutelare la salute, all’interno come all’esterno del luogo di lavoro.

Marco Piccolo ha maturato la propria sensibilità attraverso l’esperienza di educatore parrocchiale, dove ha avuto modo di testimoniare l’insegnamento cristiano. La Bibbia ci permette di conoscere l’utilità e la bellezza del lavoro presentando Gesù che affianca il padre, San Giuseppe lavoratore, e che grazie al lavoro ha potuto guarire e consolare uomini e donne. Inoltre mette in evidenza l’importanza del riposo, che consente di recuperare le forze, osservare il giorno del Signore e chiedere sostegno per non arrendersi mai e avere sempre fiducia in se stessi. Il lavoro è inteso quindi anche come incontro con Dio.

Nel 2020 Marco Piccolo è diventato Ambasciatore nazionale dell’Economia Civile. A tal proposito in trasmissione ha sottolineato il fatto che il primo corso di Economia Civile al mondo è stato tenuto proprio in Italia, nel 1754, grazie all’abate e filosofo Antonio Genovesi. Il quale sosteneva (nel  volume “Autobiografia, lettere e altri scritti”) che “è legge dell’universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri”. Anziché scindere il dovere dal piacere, dovremmo fare in modo di conciliare nel lavoro questi due elementi per trovare il loro minimo comun demominatore. Ovvero, la felicità.

Alessandro Ghisolfi

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