Insieme a Educazione Digitale e con il supporto di guide professioniste dell’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), (RI)GENERIAMO ha lanciato “I Cammini di Educazione Digitale”. Per raccontare il progetto abbiamo chiesto a Tiziano Fazzi, fondatore e Ceo di CivicaMente.
Di cosa si occupa CivicaMente?
CivicAmente Società benefit gestisce la piattaforma educazionedigitale.it, la più grande community di docenti in Italia, con oltre 132mila iscritti. Intendo iscritti attivi, cioè utenti che non vanno sul sito semplicemente per leggere qualche informazione ma per lavorare con le loro classi utilizzando i contenuti della piattaforma, che sono sviluppati con un approccio didattico innovativo che offre ai ragazzi esperienze didattiche diverse dalla normale attività in aula. Inoltre, gestiamo attività in livestreaming, in media due eventi da circa 1.500 partecipanti alla settimana. Copriamo tutte le età, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Per la formazione scuola-lavoro, un tempo chiamata alternanza scuola-lavoro, agli studenti del triennio delle superiori proponiamo anche molte attività in digitale, con possibilità di attestazione digitale del percorso fatto. Ogni anno gestiamo circa 300mila studenti, offrendo orientamento, contenuti di tipo professionalizzante e proposte di project work.
Com’è nata l’idea dei Cammini di Educazione Digitale?
Tutto è partito da una passione condivisa con il presidente di (RI)GENERIAMO, Luca Pereno, quella per la montagna. L’idea era offrire ai ragazzi la possibilità di un’esperienza diversa facendo loro percorrere un tragitto in mezzo alla natura e proponendo contenuti legati alla sostenibilità. Attualmente stiamo conducendo dei test con le scuole di Piemonte e Valle d’Aosta, per avere i primi feedback sul progetto in un momento in cui le scuole sono vicine alla chiusura estiva. Ma siamo già orientati alla stagione delle gite scolastiche che inizierà nella primavera del prossimo anno: siccome i tempi decisionali delle scuole sono piuttosto lunghi, partiremo con la promozione alla riapertura delle scuole a settembre.
Quali sono i concetti alla base della proposta?
È una cosa completamente nuova in termini di impostazione. Essendo un’attività di tipo didattico, non poteva naturalmente essere limitata alla sola camminata, ma serviva un substrato pedagogico. Abbiamo allora collegato questa attività a dei percorsi di formazione scuola-lavoro, perché il riferimento saranno i ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado. Oltre all’aspetto legato al movimento, alla salute e al benessere, il concetto di fondo è che ogni passo è apprendimento, consapevolezza, occasione di riflessione. Vogliamo dare ai ragazzi l’occasione di sviluppare consapevolezza e senso di responsabilità. E di farlo in un modo diverso dal solito, appunto camminando.
Com’è strutturato operativamente un Cammino?
Le classi si iscrivono coi loro docenti. Ogni Cammino prevede una classe alla volta, perché i ragazzi vanno seguiti in un certo modo, ed è ideato per essere il più possibile inclusivo. L’obiettivo è sviluppare con ogni classe un rapporto specifico, adattando il percorso alle esigenze della singola classe. Innanzitutto è previsto un webinar introduttivo in cui la guida descrive alla classe il percorso, presenta i temi principali che verranno affrontati nel Cammino e illustra gli aspetti organizzativi. Poi durante il Cammino i ragazzi avranno a disposizione anche una guida multimediale. Il giorno dell’escursione, la classe si incontra in un determinato punto di partenza con la guida AIGAE, che riassume il percorso e le attività previste. La novità didattica che abbiamo introdotto è che durante il Cammino sono previsti cinque momenti di attività laboratoriale, nei quali si cerca di suscitare nei ragazzi una reazione emotiva attraverso curiosità, riflessioni, pillole di meditazione, esercizi di stretching. A quel punto chiediamo loro di fare una foto a ciò che desiderano, può essere un fiore, un albero, il cielo, per esprimere quello che sentono in quel momento. Queste foto vengono poi caricate sulla piattaforma di Educazione Digitale in un diario del Cammino con la sua gallery dedicata, così che gli studenti da semplici fruitori diventano anche autori del progetto. La durata dell’escursione è di circa quattro ore. Al momento proponiamo tre mete: Fontainemore (Valle d’Aosta), il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia, e il Parco Naturale del Mont Avic (Valle d’Aosta). C’è la possibilità, come anticipavo, del rilascio dell’attestazione del percorso di formazione scuola-lavoro.
Su cosa soprattutto farete leva per stimolare la partecipazione?
Siamo consapevoli che la nostra proposta è forse meno accattivante, per i ragazzi, della classica gita alle città d’arte a cui sono magari più abituati. Ma il piacere della camminata in montagna potrebbe fare la differenza. O anche la passione per la montagna di qualche docente. Il nostro principale riferimento, del resto, è sempre il docente.
Vi rivolgerete anche ai genitori?
È chiaro che il docente, una volta coinvolto, può più facilmente stimolare il coinvolgimento dei suoi studenti. Sarebbe bellissimo avere un coinvolgimento maggiore delle famiglie, cosa che del resto ci viene chiesta. E che in un certo senso appare del tutto naturale.
Perché la partnership con (RI)GENERIAMO?
Posso dire che la collaborazione con (RI)GENERIAMO, non solo su questo progetto, ha le sue radici in un rapporto di amicizia professionale e personale e riguarda in buona sostanza la condivisione di un obiettivo comune. Sia Educazione Digitale, sia (RI)GENERIAMO, infatti, hanno la loro ragion d’essere nel desiderio di trasferire dei valori, e di veicolare contenuti collegati a quei valori: sulla sostenibilità sociale e ambientale, sull’inclusione e la cittadinanza attiva, sull’economia civile. Nel caso specifico dei Cammini di Educazione Digitale, è un progetto di cui (RI)GENERIAMO è stato il motore e a cui noi abbiamo dato un vestito didattico. La nostra speranza è che gli stimoli che intendiamo dare ai ragazzi attraverso questa esperienza, che è unica e assai diversa dall’esperienza didattica in classe, possano diventare semi che poi fioriscono. Qualcosa, cioè, capace di sedimentare e di produrre successivamente risultati concreti. In una logica autenticamente rigenerativa.



