Sul mercato dei crediti di carbonio si sono registrate di recente delle criticità a livello internazionale. Essendo un mercato in cui anche (RI)GENERIAMO ha iniziato a muovere i primi passi attraverso il progetto L’Energia del Bosco, ci è sembrato opportuno e anzi doveroso ribadire quali sono le caratteristiche principali a garanzia della trasparenza e affidabilità del progetto. A spiegarle nei dettagli è uno dei massimi esperti italiani in materia, Antonio Brunori, Segretario Generale di PEFC Italia (partner del progetto).

Innanzitutto, cosa sono i crediti di carbonio?

I crediti di carbonio sono quella “moneta di scambio” creata dal Protocollo di Kyoto per permettere ai Paesi più sviluppati, che hanno un maggiore impatto inquinante sul pianeta con emissione di “gas climalteranti”, di pagare i Paesi che non hanno ancora raggiunto un livello di sviluppo adeguato ma che proprio per questo hanno condizioni che permettono un assorbimento di quei gas, quelli che provocano il surriscaldamento del pianeta. Questa moneta di scambio è stata poi utilizzata anche all’interno degli stessi Paesi sviluppati, tra cui l’Italia: si è creato quello che viene chiamato il mercato dei crediti di carbonio volontario (che non è regolamentato su scala internazionale), per differenziarlo dal mercato dei crediti di carbonio regolamentato appunto dal Protocollo di Kyoto, che riguarda solamente gli Stati.

Come si genera un credito di carbonio?

Ci sono due modalità. La prima è attraverso l’incremento dell’assorbimento di CO 2 (anidride carbonica), che si ottiene grazie alla gestione della vegetazione e in particolare delle foreste. La seconda è attraverso la riduzione delle emissioni di CO 2 , che si ottiene intervenendo sui processi produttivi. Per fare degli esempi concreti con riferimento specifico al mondo forestale, quanto alla prima modalità (incrementare l’assorbimento), si tratta di piantare nuove foreste, oppure gestire i boschi esistenti per renderli più resilienti; quanto alla seconda (ridurre le emissioni), significa evitare che le foreste siano attaccate da incendi boschivi, cioè fare prevenzione per far sì che gli incendi non si inneschino.

Perché i crediti di carbonio sono uno strumento utile per il contrasto alla crisi climatica?

Perché, se gestite in maniera corretta, le attività che generano crediti di carbonio hanno un impatto positivo sul clima: riducono la quantità di gas climalteranti che viene emessa in atmosfera.

Nel progetto L’Energia del Bosco, qual è l’elemento principale che garantisce che la quantificazione e gestione dei crediti di carbonio viene effettuata, come dire, a regola d’arte?

Come premessa, precisiamo che nel progetto L’Energia del Bosco non si parla specificamente di “crediti di carbonio”, bensì di “crediti di sostenibilità”, che sono qualcosa di più ampio. Questo perché il risultato o, se vogliamo, l’impatto positivo del progetto va ben oltre la semplice quantificazione delle tonnellate di CO 2 assorbite o non emesse grazie alle attività che vengono poste in essere. Fra gli obiettivi del progetto L’Energia del Bosco, infatti, non c’è solo la riduzione delle emissioni di CO 2 in atmosfera, ma anche l’incremento dell’impatto positivo sulle comunità locali e la maggiore stabilità del sistema forestale, che include anche la biodiversità: l’insieme, cioè, di quelli che vengono chiamati i servizi ecosistemici. Senza dilungarsi troppo sull’importanza ad esempio dell’attività addizionale rispetto alle pratiche consuetudinarie, o anche del calcolo degli effetti negativi (Leakage) che l’implementazione di un qualsiasi progetto può avere, è opportuno però evidenziare che una volta che l’impatto positivo del progetto è stato quantificato, questi effetti permangano per tutta la durata del progetto. Il mondo dei servizi ecosistemici, in ogni caso, viene dopo un passaggio fondamentale, rappresentato dalla verifica della sostenibilità della gestione del bosco. Questa verifica è effettuata da un ente terzo, un organismo di certificazione, nel caso de L’Energia del Bosco CSQA, che annualmente procede appunto a verificare che le attività progettuali dichiarate siano state effettivamente applicate sul campo.

Quali altre garanzie di trasparenza e affidabilità offre l’Energia del Bosco?

Sono diverse. Ad esempio, una volta che i crediti di sostenibilità sono stati valutati e quantificati dall’Organismo di certificazione, vengono inseriti nel registro pubblico gestito da PEFC Italia: è questo che rende valido il certificato del credito di carbonio, che solo a quel punto può essere messo in vendita. Quando poi il credito viene venduto, a quel punto anche il nome dell’acquirente viene inserito nel registro pubblico. Da quel momento in poi, il credito non potrà più essere oggetto di ulteriori compravendite: è consentito un solo passaggio (che può includere l’eventuale intermediario, se esistesse), da chi ha generato il credito all’acquirente finale, il quale non potrà più rivenderlo. Per cui c’è certezza sulle controparti che hanno effettuato la negoziazione, iscritte nel registro pubblico, e non sono possibili comportamenti speculativi, che sono invece tra le cause principali delle criticità riscontrate recentemente a livello internazionale su questi mercati. Un ulteriore elemento che dice della serietà e affidabilità del progetto L’Energia del Bosco, è che a chi – per esempio un’impresa – intende acquistare i crediti generati attraverso il progetto, si chiede prima di tutto che misuri il proprio impatto. L’impresa deve cioè quantificare l'”impronta di carbonio” della sua attività. Solo facendo questa misurazione l’impresa può comprendere prima di tutto se, come, dove può evitare degli sprechi; e poi, come ridurre le emissioni prodotte dal proprio processo produttivo. A questo punto, quando cioè non è più possibile comprimere ulteriormente le proprie emissioni, l’impresa può iniziare a pensare a come compensarle, ad esempio acquistando i crediti. Questo approccio è quello che viene definito “approccio M.E.R.C.” (Misura, Evita, Riduci, Compensa). Del resto, come PEFC Italia, lo abbiamo scritto chiaramente nella norma: non è ammessa la vendita dei crediti a chi, prima, non fa tutto il possibile per ridurre le proprie emissioni.

Quali suggerimenti darebbe a chi si affaccia su questo mercato per la prima volta?

Suggerirei di tenere presente soprattutto il fatto che quella del mercato dei crediti di carbonio è solo una delle strade percorribili per la mitigazione della crisi climatica, certamente non basta da sola. Dobbiamo senza alcun dubbio cambiare stile di vita, processi produttivi, in generale il nostro modello di sviluppo, con l’obiettivo di ridurre il nostro impatto e di inquinare di meno.

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Posted by:rigeneriamoit

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